L’altro giorno ero in viaggio in autostrada. Di solito non leggo i cartelli luminosi, preferisco concentrarmi su strada e musica, ma un cartello ha attratto la mia attenzione:

L’ho letto velocemente e ho iniziato a pensare: Ma il “possono” andava inserito per forza?
Sarebbe stato più efficace scrivere: “Cinture e casco ti salvano la vita?”.
Il “possono” diventa un diminutivo della forza del messaggio. 

Così ho iniziato a concentrarmi sugli altri cartelli, un altro diceva: l’uso improprio del cellulare è la causa principale degli incidenti.
Ma perché improprio? Cosa vuol dire? Che cosa capisce l’automobilista che legge questa scritta? Improprio vuol dire che me lo infilo nel naso? I messaggi WhatsApp sono un uso improprio? Telefonare?

La confusione di questi messaggi è simile ad alcuni speech che mancano di chiarezza e forza. Per questo risultano meno persuasivi.
Ecco, quindi, 3 punti di attenzione che ti faranno essere più convincente nella prossima presentazione (e non somigliare a un cartello autostradale).

Un messaggio solo

Devi avere un messaggio, non quattro o cinque. Devi riuscire a distillare l’essenza della tua idea e comunicarla con forza. È inutile fare voli pindarici o infarcire la presentazione con troppi concetti. Comunica una cosa sola, ripetila nel corso della presentazione e fai in modo che sia chiara a tutti.

Fai vedere chi sei

Se il pubblico è lì ad ascoltarti è perché vuole conoscere la tua opinione. Le persone vogliono che tu ti esponga e faccia capire chi sei, che cosa pensi di quell’argomento. Perché ti importa, cosa ti convince o non ti convince? Perché devo ascoltare il tuo punto di vista? Che cos’ha di particolare? Cosa mi fa capire?
Non avere paura di mostrare cosa pensi. Sii te stesso e mostrati per quello che sei e fai vedere quello in cui credi. Tu sei il valore aggiunto della presentazione.

Non annacquare le tue convinzioni

I public speaker che non sono sicuri delle proprie idee tendono ad annacquarle, indebolendone la forza. E una tecnica perfetta per annacquare è usare avverbi. Sì proprio gli avverbi. Se dico durante uno speech: “Questo software è abbastanza semplice” secondo te il pubblico cosa capisce? Che è semplice o no? In realtà non lo sai. Il software è semplice o non lo è, punto.

L’avverbio “abbastanza” da una parte confonde il pubblico (non sa se è semplice o complesso) e dall’altra toglie forza alla tua convinzione. Se dici: il software è semplice. Sei convinto tu e il pubblico sa che tu pensi che sia semplice. Che poi lo sia nella realtà e tutta un’altra storia.

Stephen King dice che gli avverbi sono parole vampiro, succhiano l’energia dei sostantivi. Se si ha una buona padronanza della lingua si può sempre trovare un sostantivo o un aggettivo che non abbiano bisogno di un avverbio. Una ragazza non è molto bella, è stupenda, fantastica. Una procedura non è sufficientemente semplice, è facile, è intuitiva, è immediata.

Sembra una pedanteria da professore di italiano, ma eliminare gli avverbi dai nostri discorsi conferisce sicurezza, dimostra la nostra idea e che sappiamo di che cosa stiamo parlando, ne sono abbastanza certo, ah no, ne sono sicuro  😉