Tutte le volte che vedo presentare due (o più persone) rimango deluso perché non riescono mai a sfruttare questa occasione. I presentatori non si preparano e, soprattutto, non colgono appieno le potenzialità di presentare a più teste. Il risultato? la presentazione risulta raffazzonata, poco convincente e i presentatori sembrano due sconosciuti che si alternano nel parlare senza motivo logico.

Quando presenti da solo la relazione è tra te il pubblico e, per quanto ricca e gestita bene, è sempre a una direttrice. Ma se siete in due le possibilità espressive e relazionali aumentano regalando ricchezza alla presentazione.

Ecco alcune regole da seguire per rendere una presentazione a due (o più) un evento da far ricordare.

Non siate due individui, ma una coppia

Per garantire dinamicità alla presentazione non dovete essere due individualità, ma cercare di sfruttare la vostra co-presenza. Il pubblico si aspetta che ci sia una relazione tra voi due, una complicità; usate questa aspettativa a vostro favore e fatene un’arma persuasiva. Non siate timidi nel mostrare il rapporto che avete, siate spontanei e interagite in modo naturale tra di voi e con il pubblico.

Introducetevi l’un l’altro

L’auto presentazione è spesso noiosa e imbarazzante per chi la fa, ma se c’è un’altra persona è interessante che sia lei a presentarvi e viceversa. Usate questa modalità per rendere accattivante l’inizio del vostro speech. Fate in modo di raccontare qualcosa di curioso e interessante dell’altra persona, magari un aneddoto oltre che la storia professionale.

Non è un cambio di testimone, è una relazione

Quando vi alternate nella presentazione, non fate in modo che sia un semplice cambio di oratore, trasformate i passaggi di parola in occasioni per ricatturare l’attenzione. Fate vedere che avete lavorato insieme allo speech e che sapete come passarvi la parola in modo accattivante e creativo. I cambi di ritmo – se fatti bene – aiutano a mantenere l’attenzione del pubblico e rendono la presentazione più frizzante.

Un po’ per uno non fa male a nessuno

Non c’è nulla di peggio di una persona che parla per il 95% del tempo e l’altra solo per il 5%. Soprattutto se siete in più di due assicuratevi che tutti abbiano abbastanza tempo a disposizione per dimostrare perché sono sul palco con voi.

Non fate come gli 883 degli esordi dove Max Pezzali cantava e non si capiva che cosa facesse l’altro oltre a ballare. By the way l’altro si chiamava Mauro Repetto 😉

Usate l’altro per essere più chiari

La persona che non parla può prendere le parti del pubblico e intervenire con delle domande. Può chiedere dei chiarimenti, ripetere, fare degli esempi o riassumere quanto appena detto. In questo modo può fare il “finto tonto” e rendere palesi delle parti che il pubblico potrebbe non capire: “Quindi stai dicendo che la cosa più importante è questa?“. Naturalmente i passaggi devono essere concordati prima e non è una tecnica che si possa usare 100 volte, ma quando è usata con sapienza è di grande utilità per semplificare la presentazione.

Fate le prove

Tutto questo funziona solo se vi siete preparati bene e avete fatto molte prove della vostra presentazione. L’unica cosa peggiore di vedere uno speaker non preparato è vederne due. Se risultate impacciati, vi sovrapponete o vi interrompete darete al pubblico l’idea di improvvisare e si perderà la magia.