Stai presentando, sei carico, sta andando tutto bene, e d’improvviso, dal mare uniforme di teste del pubblico, si alza una mano. Ti interrompi, guardi il proprietario delle cinque dita, e con un cenno d’intesa gli fai capire che può parlare, può fare la sua domanda. E speri con tutto il cuore che sia intelligente e bella e non una cavolata pazzesca.

Succede a chiunque parli in pubblico, le domande possono essere un bellissimo momento perché vuol dire che il pubblico sta seguendo con attenzione. Ma possono rivelarsi anche delle vere spine nel fianco e non tutti gli speaker le sanno gestire correttamente.
Vediamo diverse situazioni e alcuni consigli per gestire le domande nel modo più efficace.

Che tipo di speaker sei?

Innanzitutto, devi capire che tipo di approccio preferisci avere rispetto alle domande. Ci sono due tipi di speaker: quelli che sono a loro agio nel ricevere le domande durante il loro speech e quelli che non amano essere interrotti.

Gestire le domande solo alla fine

Se appartieni a quest’ultimo gruppo ti suggerisco, all’inizio della tua presentazione, di chiedere di fare le domande alla fine in modo da toglierti subito da situazioni di disagio. Questo approccio ha il vantaggio di rilassarti durante la presentazione e di garantire che rispetterai i tempi del tuo intervento. Ma corri il rischio, alla fine dello speech, di non avere alcuna domanda perché le persone sono stanche, devono partecipare alla prossima riunione o andare a casa.

Gestire le domande durante la presentazione

Gestire le domande durante la presentazione ha il vantaggio di risolvere sul nascere eventuali fraintendimenti e di garantire che il pubblico sia tutto sulla stessa pagina. Il rischio è di essere interrotto continuamente e di trasformare la presentazione in un mercato rionale in cui tutti parlano contemporaneamente.

Consigli generali

Una volta capita e gestita la tua preferenza in fatto di tempistiche, veniamo ai consigli generali.
Non essere scortese
, per quanto la domanda sia banale, provocatoria o infida, ricorda che le persone la fanno perché vogliono una risposta e non perché sono deliberatamente ostili, anche se può capitare ogni tanto. Rispondi con tatto e gentilezza, sempre.

Ascolta attentamente e riformula la domanda per vedere se hai capito: “Se ho capito bene mi stai chiedendo…“. In questo modo ti assicurerai di aver capito correttamente e, parlando con voce chiara e forte, coinvolgerai il resto del pubblico che magari non ha sentito bene la domanda originale perché non c’è un microfono per il pubblico e perché la persona che ha posto la domanda parlava a voce bassa.

Sii conciso, breve e preciso, rispondi in modo diretto alla domanda e prosegui. In questo modo potrai passare alla domanda successiva o continuare la tua presentazione senza annoiare il resto del pubblico che magari non è interessato a quella specifica domanda.

Le situazioni difficili 

Vediamo adesso alcune situazioni difficili che possono capitare e capiamo come gestirle.

Continuano a interromperti

Se la situazione ti scappa di mano, le domande si moltiplicano durante lo speech o se l’audience continua ad interromperti puoi gestirla con una frase del tipo: “Credo stiamo andando un po’ fuori tema, cosa ne dite se ne parliamo alla fine della presentazione?”, oppure “È una questione interessante, ma se ne parliamo adesso ho paura di non riuscire a stare nei tempi e concludere l’intervento. Possiamo parlarne quando ho finito?”. In questo modo finirai il tuo discorso e rispetterai il pubblico.

Non sai rispondere

Prima di tutto sii onesto. É inutile arrampicarsi sugli specchi, il pubblico non è stupido e capirà subito se non sai rispondere. Puoi semplicemente dire: “mi dispiace ma non conosco la risposta“, nessuno si aspetta che tu sappia rispondere a tutte le domande. Oppure puoi gestirla in maniera ancora più elegante aggiungendo: “Mi informo e ti faccio sapere. Se alla fine della presentazione mi lasci la tua mail (o il tuo numero di telefono) ti risponderò il prima possibile“. Così avrai dato attenzione e importanza alla persona che ha fatto la domanda e che così si sentirà apprezzata e valorizzata.

Gestire i contestatori

Capita, a volte, che alcune persone continuino a interrompere il tuo speech, non con domande sincere, ma perché vogliono essere al centro dell’attenzione, vogliono avere il controllo della sala, o hanno avuto una giornata storta oppure tu non gli stai simpatico. I motivi non ci interessano, ma ci interessa come gestirli al meglio per non rovinare la tua presentazione.

Il primo consiglio: rispondi con un sorriso, è il miglior modo di disarmare l’aggressività di qualcuno. Sii gentile e paziente e il contestatore non avrà nulla a cui appigliarsi. Sii scontroso e aggressivo e la tua presentazione si trasformerà in una zuffa da strada.

Se la persona insiste, la strategia da usare è di rimandare la domanda al pubblico: “voi cosa ne pensate di questo?” oppure “Sentiamo cosa ne pensano gli altri“. Il pubblico identifica sempre un contestatore e, come te, capisce se una domanda è posta in modo sincero o se è fatta per disturbare o interrompere. Rimandando la risposta al pubblico, il contestatore verrà gestito dall’audience e si calmerà. Attenzione però ai tempi, se la discussione tra il pubblico e il contestatore dovesse andare per le lunghe intervieni rimandando la questione alla fine della presentazione.

Prova a usare questi metodi per gestire le domande durante le tue prossime presentazioni e, se vuoi, fammi sapere com’è andata nei commenti.